Implantologia
dentale

Cos’è un impianto dentale e quando è necessario?

L’implantologia dentale è una branca dell’odontoiatria in continua evoluzione che permette la sostituzione di uno o più denti mancanti in modo permanente, con un risultato funzionale ed estetico pari ai denti naturali. La perdita dei denti, in passato, era sopperita da protesi parziali ancorate ai denti adiacenti superstiti (ponte) o, nei casi più gravi, da protesi totali mobili. Con il perfezionamento dell’implantologia dentale è possibile ripristinare la masticazione senza caricare i denti circostanti o applicare una dentiera.

Che cos’è un impianto dentale?

L’impianto dentale è una piccola vite in titanio che viene inserita nell’osso e costituisce una “radice artificiale” sulla quale poi è possibile costruire un dente fisso. L’impianto si posiziona dove prima c’era il dente naturale e, grazie alla biocompatibilità del titanio, si integra nell’osso con il processo di guarigione (osteointegrazione).

Quando è necessario l’intervento di implantologia?

Gli impianti dentali vengono utilizzati per sostituire i denti mancanti persi per carie, parodontite o altre patologie del cavo orale. 
È indicato in pazienti che necessitano di ripristinare la funzionalità masticatoria e l’estetica della bocca.

Cos’è l’impianto a carico immediato?

Gli impianti dentali a carico immediato sono degli interventi che posizionano la vite e la protesi nella stessa seduta o nell’arco di 24/72 ore. 
È una metodologia che si applica in casi particolari e selezionati e possono interessare meno del 5% del totale. Generalmente i tempi biologici di guarigione e osteointegrazione dell’impianto e la sua successiva protesizzazione, richiedono un tempo di trattamento più lungo.

L’inserimento di un impianto è una procedura dolorosa?

Nella nostra esperienza clinica i pazienti non riferiscono particolare dolore post-operatorio se non quello compatibile con altri interventi di chirurgia orale come ad esempio le estrazioni. Il gonfiore e il dolore post-intervento possono essere comunque gestiti con la somministrazione di anti-infiammatori o analgesici (tachipirina, brufen, ecc…).

L’impianto dentale può staccarsi?

È bene chiarire che nell’implantologia dentale non si può parlare di rigetto, ma è possibile parlare di fallimento dell’impianto. Gli impianti sono, infatti, soggetti a due tipi di fallimenti: il fallimento precoce e il fallimento tardivo, a seconda che si verifichino rispettivamente prima o dopo la protesizzazione. Questi due tipi di fallimento sono associati a cause diverse.
Il fallimento precoce è causato dalla non adeguata osteo-integrazione.
Questo significa che la guarigione dell’osso dopo l’inserimento dell’impianto non è avvenuta in maniera corretta.
Le cause possono essere fattori locali, quali ad esempio malattie sistemiche o l’assunzione di alcuni farmaci, o abitudini viziate come ad esempio il fumo, che possono interferire con la guarigione delle ferite.
I fallimenti tardivi degli impianti invece, sono più legati all’ambiente microbico orale, alle parafunzioni o ad errori protesici.
I fallimenti precoci interessano meno del 2% dei casi, ma è una condizione che può sussistere.
I fallimenti tardivi possono essere meglio controllati mantenendo una condizione di igiene domiciliare ottimale e sottoponendosi a sedute di igiene professionale e controlli periodici almeno ogni 6 mesi.

Quali sono le alternative agli impianti dentali?

Le alternative all’implantologia sono molteplici e variano da caso a caso a seconda della situazione clinica del paziente. Generalizzando, le alternative all’implantologia possono essere: ponte fisso su denti, protesi parziale rimovibile o protesi totale rimovibile.

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